New York non è più violenta…e ci infilano Napoli

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Tg1, 28 Dicembre.
Si parla di New York non più violenta. 
Partendo dal dato che nel 1990 ci furono 2245 omicidi e che nel 2017, a ieri, ce ne sono stati solo 286.Un decimo.
E per far capire che oasi di felicità sia diventata la grande mela era indispensabile un paragone. Con chi? Con Napoli ovviamente.
L’anno scorso, dice il servizio a cura di Oliviero Bergamini, a Napoli sono stati commessi 77 omicidi, ma visto che New York è 8 volte più popolosa, la conclusione del ragionamento è che Napoli è “quasi due volte più violenta”.
E stavamo parlando di New York, eh…
Ma dopo essere stati inseriti nella fantasiosa classifica del Sun tra le 10 città più pericolose al mondo (senza alcun dato di supporto se non le tre serie di Gomorra) non è che ci stupiamo più di tanto.
Solo che se il tasso di omicidi decidi di dividerlo per la densità della popolazione, magari vai anche a controllarti i dati del Ministero dell’Interno, che ha stilato un rapporto preciso dei reati commessi nel 2016, provincia per provincia, suddividendola per tipologia di reato, ogni 100.000 abitanti.

E nella triste classifica degli omicidi e tentati omicidi, ogni 100.000 abitanti, Napoli è al 7° posto.
E volendo continuare, così, per curiosità, la troviamo 10° per truffe e frodi informatiche, 14° per estorsioni, e 24° per furti.
Sommando tutti i reati se ne ricava una classifica generale che ci suggerisce l’indice della pericolosità di una città.
E per arrivare a Napoli, in Italia, bisogna scendere al 23° posto.
Comandano la classifica Milano, Rimini, Bologna e Torino.
http://www.infodata.ilsole24ore.com/…/furti-rapine-truffe-…/

Si, è vero, a Napoli magari molti reati non vengono denunciati.
E che Napoli non sia il regno incantato delle favole lo sapevamo già.
E nessuna classifica ci consola, perché sappiamo che la strada è lunga e c’è tanto da fare.
Tante sono le piaghe da risolvere.
Ma questa narrazione giornalistica costante, denigratoria e fuorviante, assomiglia più ad un cartoon che alla realtà.
E se la nostra città potesse rispondere a certa stampa, prenderebbe a prestito proprio le parole di un personaggio animato, Jessica Rabbit: “non sono io ad essere cattiva; siete voi che mi disegnate così”.

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