La difficile trattativa con JEEP

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Gioia e felicità in casa bianconera. L’organo ufficiale di stampa del club, l’imparzialissimo Tuttosport, riporta della trattativa ormai in fase avanzata tra i bianconeri e “Jeep”, sponsor principale, che potrebbe arrivare a versare nelle casse del club 50 milioni di euro l’anno rispetto ai precedenti 16 + bonus. Tutto merito dell’effetto CR7 a detta del quotidiano.

Trattativa difficile, considerando che Jeep è un marchio registrato da Chrysler Group, controllata dal 2014 da Fiat Chrysler Automobiles, tramite FCA US. Che significa che sono sempre loro.

Sarà stato complicatissimo sedersi al tavolo con uno specchio e proporre un costo di sponsorizzazione triplicato e vederselo poi, si spera, accettato.

Ovviamente non viene nemmeno di striscio ventilata l’ipotesi che queste operazioni possono costituire violazioni del regolamenti sul Financial Fair Play; che i documenti di Football Leaks rilanciati dall’EIC (European Investigative Collaborations – un network giornalistico europeo formato da 12 testate, tra le quali l’Espresso, unica italiana) hanno già rivelato la stessa pratica effettuata da Psg e Manchester City, ovvero sponsorizzazioni gonfiate ad hoc per far quadrare  i conti.

No, è sempre tutto bello, normale, cristallino.

Aspettiamo che l’UEFA allora vada a fondo; che applichi la procedura che prevede di incaricare una società esterna per far valutare il contratto di sponsorizzazione per poi iscriverlo al suo reale valore di mercato.

Con il PSG non andò tanto bene a dire il vero, perché la Octagon, la società incaricata di indagare su un contratto di sponsorizzazione tra il PSG e l’Ente del Turismo del Qatar, la QTA, dichiarato per 200 milioni di euro l’anno, scoprì che ne valeva giusto 3. Ma Platini e Infantino si incontrarono con il presidente del PSG Al Kelhaifi in gran segreto e fecero iscrivere a bilancio il contratto farsa con la QTA per un valore di 100 milioni l’anno, anziché i precedenti 200. Quanto bastava per farlo rientrare nelle regole.

Cosa analoga accadde con il City. Sponsorizzazioni a un prezzo tre volte maggiore rispetto a quello di mercato. Contratti firmati senza negoziazione preventiva, la certezza che si trattasse di “semplici rami dell’impero finanziario della famiglia reale di Abu Dhabi”.

Senza quei prezzi gonfiati le perdite sarebbero arrivate a 233 milioni di euro e addio Champions League.

Ma a maggio del 2014, a Londra, Infantino incontra l’amministratore delegato del City, Ferran Soriano, e l’accordo confidenziale viene firmato. La Uefa permette di registrare i contratti ad un valore di 26 milioni di euro superiore a quello reale e multa il club di 60 milioni di euro, di cui 20 da pagare subito e gli altri 40 se avessero sforato anche l’anno dopo.

L’anno dopo però, settembre 2015, la Uefa cancella anche le multe a Psg e City e gli dà un “in bocca al lupo” per la Champions.

Non è andata così di lusso ad altri club, che hanno subito le esclusioni dalle coppe per violazioni analoghe. Sarà solo fortuna o questione di santi in paradiso.

Vediamo in casa bianconera, dopo la beatificazione continua che la stampa ci offre di CR7, come sono messi a “santi”.

http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2018/11/05/news/football-leaks-cosi-la-uefa-ha-permesso-a-manchester-city-e-psg-di-truccare-i-bilanci-1.328313

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Maurizio Zaccone
Sono nato a Napoli nel 1974. All'attività di organizzatore eventi e grafico pubblicitario, ho sempre affiancato la mia passione per la scrittura. Giornalista e Blogger. Scrivo per Quotidiano Napoli (free press partenopeo) e Identità Insorgenti (testata on line). Ma, soprattutto, scrivo per la mia città.

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