Arte Pizzaiuoli Napoletani patrimonio Unesco: quando la facemmo “grossa”

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L’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco.
E’ un riconoscimento fondamentale alla nostra pizza, quella tradizionale, quella realizzata
secondo i dettami storici.
Le polemiche non sono mancate, soprattutto per quel “napoletano”.
La pizza infatti, a dire di tanti pizzaioli non di Napoli, ha subito trasformazioni, evoluzioni, cambiamenti. Ci basti pensare al fenomeno della “pizza gourmet”.

Io non ho niente contro le evoluzioni e le ricerche, gli esperimenti e le tradizioni regionali e locali.
Ma non devono nuocere alla storia, alla verità.
E la verità è che la pizza è nata a Napoli, nel nome e nei fatti.
E questo riconoscimento aiuta a preservare una tradizione che da decenni è minata non da chi sperimenta, ma da chi stravolge e mortifica la tradizione, chiamando pizza cose, magari anche buonissime, ma che pizza non sono.
Non basta farcire un qualsiasi disco di pasta per chiamarlo pizza, non è giusto.
Non puoi chiamare pizza una “cosa” con la base di cotoletta di pollo o condita con ananas o zampone o surgelata.
http://www.sadia.it/…/p…/apizzapollo/apizzapollo-margherita/
http://www.repubblica.it/…/pizza_ananas_vietare_per_legge_…/

13 anni fa, con Claudio Ospite, Antonio Ciotola e la neonata Associazione Margherita Regina (formata da esperti Pizzaioli), ci mettemmo in testa di realizzare la pizza più grande del mondo.
http://www.margheritaregina.com/?p=138
Ma poiché ci tenevamo a rispettare la tradizione, ci toccò prima costruire il forno a legna più grande del mondo, perché solo lì poteva andare cotta.
Fu uno sforzo enorme.
Ci riuscimmo e sfornammo una pizza margherita del diametro di 5,19 metri, fatta nel pieno rispetto della nostra tradizione, grazie all’esperienza dei Maestri pizzaioli coinvolti.
38,6 kg di farina, 22,5 kg di pomodoro, 32,2 kg di mozzarella di bufala, 25 litri di acqua e 2,5 litri di olio, più lievito, sale e basilico;
Non bastò però, perché per il Guinness World Records pizza o focaccia era la stessa cosa, non importava come andava cotta.
E in Sudafrica ne avevano realizzato una più grande, ovviamente non cotta in un forno a legna.
Successivamente Napoli si prese il primato della pizza più lunga, evento realizzato sul lungomare
https://www.ilmattino.it/…/napoli_la_pizza_piu_lunga_mondo_…
Record perso un solo anno dopo quando a Los Angeles ne fecero una lunga quasi 2km.
https://www.lacucinaitaliana.it/…/pizza-piu-lunga-del-mondo/

Ma, aldilà di ogni record, da oggi nel mondo c’è un pizzico di consapevolezza in più sulla nostra storia. 
Quella storia che dà fastidio a troppi.

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qui il video integrale di Pizzaworld 2004
https://www.youtube.com/watch?v=MSB_aLEvJTo

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