Massimo Troisi, tra pizza e ricordi.

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Quando dici Napoli dici tante cose.
Tra queste tante cose c’è la pizza.
Ma dici anche la cultura, la storia, l’arte, la comicità.
E quindi dici anche Massimo Troisi.

Il 4 giugno, nell’ambito del Pizza Village, comincerà la tre giorni del Campionato Mondiale del pizzaiolo (Trofeo Caputo).

Il 4 giugno però è anche una data speciale, perché è il giorno in cui ci lasciò Massimo Troisi.
Ed ecco che a Enzo Calabrese, presentatore storico della competizione nonché amico d’infanzia di Massimo Troisi, è venuta l’idea di unire gli eventi.

Enzo Calabrese, presentatore del Trofeo Caputo
Enzo Calabrese intervista Massimo Troisi e Lello Arena. RadioRai 1978

 

In che modo? Durante le gare, nelle quali si alterneranno varie giurie, una di queste sarà dedicata a Massimo.

Insieme a personaggi legati in vari modi a Napoli (tra i quali immeritatamente siederò anche io), ci saranno alcuni amici di sempre del nostro indimenticato compagno di risate e riflessioni che ce lo faranno rivivere tra aneddoti e racconti.

 

Dallo stesso Enzo Calabrese ad Alfredo Cozzolino, a Costantino Punzo e tanti altri.

Massimo Troisi con Alfredo Cozzolino
Costantino Punzo, amico storico di Massimo

 

E non potrà mancare la pizza speciale dedicata a Massimo.

Ma il 4 giugno Massimo rivivrà anche in una straordinaria mostra fotografica a Villa Bruno (San Giorgio a Cremano) dal titolo “Massimo Troisi: Una vita in foto” organizzata dall’Associazione “A casa di Massimo Troisi” presieduta dal sempre attivissimo Luigi Troisi, fratello di Massimo.

Massimo Troisi e Luigi Troisi
Massimo Troisi:una vita in foto
Luigi Troisi al’ingresso dell’Associazione dedicata a Massimo.

Eventi che ci ricordano quello che già sappiamo.
Cioè che Massimo rivive ogni giorno tra le nostre parole, i nostri aneddoti e le nostre battute.

Perché a tutti è capitato di rispondere a qualcuno con una sua frase.
Di ripetere una sua battuta.
Di condividere una sua riflessione.


Tutti abbiamo incontrato un “Robertino” nella vita, o ci siamo chiesti, magari, se tra un giorno da leone e 100 da pecora non sarebbero meglio 50 da orsacchiotto.
Ricordarlo non è un modo per farlo rivivere, non ce ne sarebbe bisogno.
E’ una nostra esigenza. Per condividere quello che già abbiamo dentro.

Perché “nessuno muore finché vive nel cuore di chi resta”.

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Anche da piccoli Massimo era la mente di tutti noi e il braccio: quando aprirono la prima pizzeria a San Giorgio a Cremano, raccogliemmo 115 lire a testa per una pizza ed una gazzosa. Massimo ,che essendo il figlio di un ferroviere, aveva ,secondo noi, più classe di tutti, disse che dovevamo lasciare almeno un pezzo di “cornicione”della pizza per non fare la figura dei morti di fame. Ma la fame era tanta e Massimo, alla fine, trovò un compromesso: lasciammo nelle bottiglie un dito di gazzosa.

Alfredo Cozzolino (amico d’infanzia di Massimo)

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