Napoli chiama, Selvaggia risponde!

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E’ arrivata! Quando Napoli chiama, Selvaggia risponde.
In realtà risponde prima Cruciani, ma lei segue a ruota.
Stavolta ad essere preso nel mirino della nota blogger è il Sindaco di Napoli, in un articolo sul Fatto Quotidiano da lei poi ripreso sui social.
https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10155429470610983

De Magistris è colpevole di un post su Facebook. Quello da indignato verso la direzione di gara di Inter-Juve.
In realtà per la Lucarelli è colpevole di tutto quello che scrive su facebook.
“i suoi post sono degli autentici, barocchi, deliranti capolavori di retorica mista a propaganda, mista a chiamata alle armi, mista a un buon fumo afghano. Li leggi ed è subito Istituto Luce in salsa partenopea.”.
E dopo averlo preso per il culo per ogni cosa che scrive, la giornalista non si lascia sfuggire i soliti luoghi comuni sui Napoletani, con ironie del tipo “fa bene a fomentare i tifosi così flemmatici e poco partecipi alle vicende calcistiche della città – (De Magistris) cerca di rinvigorire l’orgoglio dei napoletani, effettivamente noti nel resto del paese per l’estrema modestia e, soprattutto, la scarsa autostima”. E via discorrendo.
In pratica ci definisce coglioni interessati solo allo sport e indebitamente presuntuosi e orgogliosi.
Cosa abbiano fatto i napoletani a Selvaggia, non è chiaro.
Una delusione d’amore? una pizza andata storta? Non si sa.

Di certo non è la prima volta, e già ne scrissi.
Ma è il caso di riproporne i passaggi fondamentali, per meglio comprendere la storia d’amore tra Selvaggia e Napoli.
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In principio furono le “sceneggiate Napoletane” ai funerali di Pino Daniele.
https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10152658742595983
Selvaggia contestò, nell’ordine:
1)il selfie con il morto
2) la chiusura della camera ardente anticipata a causa di quel selfie
3) il mancato rispetto della volontà del defunto di avere un funerale a Roma e non a Napoli
4) e ovviamente l’arrogante pretesa di Napoletani di salutare Pino nella propria città.

Peccato che non ne prese una.
La notizia del selfie pubblicato addirittura su Facebook, era piena di “sembrerebbe” – “si dice” ecc.
e infatti di questa foto non c’è mai stata traccia.

Stessa cosa sulla chiusura della camera ardente a causa di quel selfie. Leggenda metropolitana.

Sulla “supposta” volontà di Pino che i funerali avvenissero dove volevano la moglie e i figli e non dove volevano i fratelli (querelle familiare, succede nelle migliori famiglie) si trattò appunto di verità “supposta”. Lo decise lei, insomma.

E la colpa, manco a dirlo, fu dei Napoletani, che crearono un gruppo Facebook dal nome “Vogliamo il funerale di Pino Daniele a Napoli”.
Nessun passaggio invece sui silenziosi 100.000 che si radunarono da soli in Piazza Plebiscito e intonarono all’unisono “ Napule è”.

Qualche mese dopo i Napoletani si permisero di offendersi alle dichiarazioni di Giletti, che definiva Napoli indecorosa, con immondizia in ogni vicolo.
I soliti permalosi. Se uno storico documentarista come Giletti dice certe cose non bisogna fiatare.
Ma i Napoletani si offesero e Selvaggia restò “allibita”.

Anche a lei era capitato di osservare il risentimento dei Napoletani e questo, secondo lei “accade solo a Napoli”.
La chiosa finale è poi sempre la stessa: “se volete che le cose cambino dalle vostre parti, i primi a cambiare dovete essere voi. Basta vittimismo, che di cose da risolvere ne avete un bel po’”.

Senza entrare nel merito delle dichiarazioni di Giletti se corrispondessero al vero o meno.
Senza ipotizzare che a critiche non supportate potrebbe esistere il diritto di risentirsi.
No, i Napoletani sanno solo insultare ed offendersi.
“Hanno un campanilismo estremo, talvolta accecante, e una presunta superiorità culturale che li porta spesso a difendere l’indifendibile e il criticabile, da Gigi D’Alessio alla monnezza per strada” (in un commento al post sotto riportato)
https://www.facebook.com/selvaggia.lucarelli/posts/10153273461130983

E non accusatela di avere pregiudizi su Napoli, mi raccomando.
Pensate, lo dice lei, ha persino un’amica di Avellino.
Ah, allora scusa.

E dopo questo mix di pressapochismo e disinformazione da fare invidia a Salvini, Selvaggia sembra prendersi un po’ di pausa con Napoli.
Fino a Cardiff.
Lì, con il fidanzato juventino che soffre in casa, non riesce a trattenersi e twitta:
“Qualche coglione di Napoli festeggia il k.o. della Juventus”
https://twitter.com/stanzaselvag…/status/871290848427823104…

Ma ovviamente sono i Napoletani ad essere i soliti permalosi.
Cos’avrà mai detto?

Poi fu la cittadinanza a Maradona a sconvolgerla.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10154718150325983&set=a.10150212984905983.313467.712665982&type=3&fref=mentions

Si drogava, è un evasore, sparava ai giornalisti ecc.ecc.
E figuriamoci se ne facevamo buona una.
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E adesso è tornata alla carica.
Dello scandalo “Inter – Juventus” ne hanno parlato tutti, ma se ne parlano i napoletani è finita.
Figuriamoci il Sindaco.
Napoli chiama, Selvaggia risponde.
Ah no, l’avevo già scritto, risponde prima Cruciani.
Che poi i due avevano anche avuto una liaison.
In fondo, chi si somiglia si piglia,senza scomodare l’antico adagio napoletano sugli uccelli che si accoppiano in cielo…..

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Maurizio Zaccone
Sono nato a Napoli nel 1974. All'attività di grafico pubblicitario, ho sempre affiancato la mia passione per la scrittura. Giornalista e Blogger. Scrivo per Quotidiano Napoli (free press partenopeo) e Identità Insorgenti (testata on line). Ma, soprattutto, scrivo per la mia città.

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