35° giornata: Fiorentina – Napoli 3-0

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Un Napoli inesistente, in 10, si arrende alla Fiorentina.
3-0 per i viola e tutti a casa. La Juve comincia a festeggiare.

E può dire che non è certo colpa degli arbitri se poi perdiamo.
La solita storia, in fondo.
Certo, se le vincevamo tutte, eravamo primi; ma nessuno le ha mai vinte tutte.
Non è finita ancora.
Purtroppo, aggiungerei.
Perché non vedo l’ora che finisca.
Che la matematica sancisca quello che era stato già scritto.
Che si possa festeggiare una stagione straordinaria di record e spettacolo.
Che si possa andare allo stadio per applaudire i ragazzi senza l’orecchio ad altri campi, senza speranze vane.
Perché un finale di campionato combattuto, al cardiopalma, potrebbe anche essere eccitante.
Ma non in Italia. Non con la Juventus.
Riccardo Cucchi alla Domenica Sportiva dice: “L’arbitraggio di Orsato non è stato felice, ma credo che sarebbe ingiusto pensare che gli errori di Orsato siano stati scritti prima ancora che cominciasse la partita. Il calcio non è questo. Bisogna rimanere lucidi e obiettivi.”

Il calcio non è questo, dice. Cos’è allora?
E’ la solita storia che gli errori si compensano, che la Juve è piu’ forte, che “ci può stare”, che rosichiamo, ecc.?
E tra un po’ magari ci convinceremo che in fondo se non perdevamo a Firenze, se Ghoulam non si infortunava, se a gennaio facevamo mercato, ecc.ecc.

E tutto tornerà come prima, affinché nulla cambi.
Fino alla prossima stagione, fino ai prossimi veleni.

Non è solo la delusione, il dispiacere, l’amarezza; la nostra e quella dei nostri figli.
Perché quella fa parte del gioco, bisogna saperla accettare.
E’ la confusione. L’incertezza.
Sapere che non è questione di un campo, una palla e 22 ragazzi che corrono.
Sapere che non è solo questione di buttare la palla dentro.

Che gli spieghi a un bambino, che viene dal Super Santos?
Gli parli di intercettazioni, partecipazioni azionarie, diritti tv, servilismo, corruzioni?
No, non lo puoi fare.
Gli dai la sua maglietta azzurra, il suo super santos e vai a giocare con lui.
Puoi solo dirgli di non mollare mai, fino all’ultimo minuto.
Che è quella la vittoria.
Le emozioni vissute nella strada percorsa.
La consapevolezza di aver lottato.
Perché i trofei riempiono le bacheche.
Ma sono le emozioni a riempire il cuore.

Forza Napoli. Sempre.

 

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Maurizio Zaccone
Sono nato a Napoli nel 1974. All'attività di grafico pubblicitario, ho sempre affiancato la mia passione per la scrittura. Giornalista e Blogger. Scrivo per Quotidiano Napoli (free press partenopeo) e Identità Insorgenti (testata on line). Ma, soprattutto, scrivo per la mia città.

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