Universiadi a Napoli. La stampa non se n’è accorta.

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E venne il giorno delle Universiadi.
Una manifestazione imponente seconda solo alle Olimpiadi per importanza.
Ma i quotidiani italiani, compresi quelli sportivi, non se ne sono accorti.
Nessun richiamo in prima pagina né per la Gazzetta, né per Tuttosport (che se ne ricordò però 6 anni fa quando il Trentino ospitava le edizioni invernali, minori, delle Universiadi) e solo un richiamino per il Corriere dello Sport. Diciotto sport, 8 mila partecipanti provenienti da 118 paesi e 220 medaglie assegnate ad altrettanti sportivi non sono un richiamo sufficiente.
Purtroppo non è esploso nessuno scandalo tangenti, non sono emersi sprechi e ancora non arrivano testimonianze di atleti rapinati e sequestrati. Pertanto per la cronaca nazionale bisognerà ancora aspettare.

La colpa ovviamente è dell’organizzazione che si è permessa di far funzionare, fino ad ora, tutto bene;
consapevole del colpevole ritardo nell’avanzamento dei lavori (un anno fa era ancora tutto fermo) anziché seguire il consiglio del Governo che con il sottosegretario Giorgetti annunciò “il passo di lato” sfilandosi dal comitato organizzatore e proponendo un rinvio della manifestazione, ha tenuto duro impiegando al meglio le risorse messe a disposizione dalla Regione Campania (a loro volta provenienti dai Poc, finanziamenti europei, e dal “Patto per lo sviluppo della Regione Campania” stipulato con il Governo).
Circa 270 milioni non per opere faraoniche e/o inutili, ma per l’adeguamento degli impianti preesistenti.
Che rimarranno alla città e alla Regione chiamata poi alla sfida di preservare il lavoro svolto.
E stasera in un San Paolo con il vestito nuovo si comincia (in realtà si è cominciato ieri, ma la cerimonia è oggi). Ci sarà il pienone perché è una festa dello sport, un evento sano, di quelli da far vedere ai tuoi figli e che non capitano troppe volte nella vita, e la città non è voluta mancare.
Perchè a questi appuntamenti, informate i benpensanti, ci siamo sempre.
La Rai sarà vicina alla manifestazione, dedicando 60 ore all’evento compresa la messa in onda della serata inaugurale.
Gli altri media invece seguiranno a ruota; se gli faremo ovviamente il favore di strappare almeno un sediolino dagli spalti.

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