Antidoping, la verifica dell’irreale!

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Con il Napoli primo in classifica, con la partenza migliore nella storia della Serie A dopo 13 giornate, è inevitabile che se ne parli. Che anche la città venga raccontata.
E a farlo è la Rai con una trasmissione, “Antidoping”, andata in onda il 19 Novembre su Rai 2.
Antidoping – “la verifica del reale”, così viene presentato il programma.
“Usiamo la consapevolezza, per raccontare Napoli che vuole regnare”, esordisce il conduttore.
Bravo, perché di racconti stereotipati e infarciti di luoghi comuni ne abbiamo piene le tasche.
Adesso si “verifica il reale” e nel resto d’Italia sapranno qualcosa in più del Napoli e di Napoli.

Bene, cosa ci viene detto in questi 30 minuti? come è presentata Napoli?
Ve lo racconto subito.
Si parte con il ricordo di Maradona, e si raccontano quei tempi.
Ma è solo un diversivo, perché l’argomento al quale si arriva è la camorra a Napoli.

Con il contributo di Del Gaudio, giornalista del Mattino, si parla del campionato dopo il primo scudetto, quello vinto dal Milan.
E con la somma di ipotesi e “sentito dire” si costruisce una storia che racconta, in sostanza, che il Napoli si è venduto lo scudetto alla camorra.

Vanno lette con attenzione le parole di Leandro Del Gaudio:
– “Lo dico da cronista prima ancora che da cittadino, c’era un patto tra la città e la malanapoli, la camorra ha agito nei confronti del Calcio Napoli, io sono sicuro del pressing della criminalità nell’88 quando il Napoli perse il secondo scudetto”, salvo aggiungere “ ma non ho le prove, altrimenti ci scriverei un libro”.

Scuola di giornalismo.

Ovviamente le prove, oltre a Del Gaudio, non ce le ha nessuno. Perché per 30 anni tutti noi tifosi abbiamo cercato di capire se ci fosse stato qualcosa di losco in quella triste annata.
E quando l’anno dopo alcuni giocatori vennero ceduti da Ferlaino, tutti noi pensammo fossero loro i colpevoli di un patto scellerato.
Ma Ferlaino, che anni dopo spontaneamente ha raccontato aneddoti che sarebbero rimasti sconosciuti, come il contratto di Maradona depositato fuori dai termini, lo scambio delle urine ecc. ecc. su quel secondo scudetto perso ha sempre detto di aver indagato ma non aver scoperto NULLA.
Che la colpa era di una rivolta dello spogliatoio verso Bianchi.
E in quel caso lui sarebbe stato vittima e non colpevole, come invece lo era delle altre cose limpidamente ammesse.

E il servizio continua con le note foto di Maradona nella vasca a conchiglia dei boss che, sempre secondo Del Gaudio, “attestavano di un patto scellerato tra Diego e il potere criminale di Napoli”.
Come se ti sei fatto una foto con Bush e hai bombardato anche tu l’Iraq.

Il conduttore si riallaccia e ripercorre i business della camorra, i “presunti” rapporti con i giocatori e porta a supporto le dichiarazioni di De Napoli e soprattutto di Ciro Muro che in realtà, specie il secondo, la raccontano molto diversamente.

Ma quello è il Napoli di ieri. Il Napoli di oggi?
Raccontato con l’elenco delle rapine subite dai giocatori.
Ci fanno proprio la diapositiva.
Per Del Gaudio i giocatori nel Napoli non denunciano ma ricorrono all’amico per recuperare il maltolto. A sostegno della tesi, ovviamente, lo stesso fumo di prima.

Da Maradona e i boss, a Lavezzi e i boss. E giù con il patto tra Lavezzi e Lo Russo. Lavezzi, che ha più volte dichiarato che conosceva Lo Russo come capotifoso, di quale patto si sarebbe reso colpevole? Cosa avrebbe chiesto?
Uno striscione in curva. “Il pocho non si tocca”.
A questo si è giunto.

Poi passano a raccontare la città, la gente.
Accuratamente selezionati gli incolpevoli intervistati, con i tifosi che prima delle partite baciano le cappelle votive di Maradona (tre volte) e poi, non sanno spiegarsi perchè, il Napoli davvero vince le partite.
Scooter nei vicoli e musica tetra che Gomorra sembra una favola Disney.
Intervista a Messina dei 99 Posse ma fatta nel Ristorante da Nennella; una scelta accurata.
Noi Napoletani conosciamo il caratteristico posto e l’esuberante atteggiamento del padrone di casa. Un’icona partenopea, un bravo barzellettiere.
Ma nel servizio nulla viene specificato, pertanto si pensa che sia normale, in ogni ristorante, essere accolti con urla sguaiate.

Poi si passa al cimitero delle fontanelle, e si racconta che i Napoletani accorrono a frotte a chiedere ai teschi la grazia che il Napoli vinca lo scudetto.
Non si capisce se con la pizza in bocca o il mandolino in mano, ma siamo lì.

E arriviamo al Napoli di oggi. Ora gli atleti sembra non subiscono più furti.
E questa è la prova evidente (?), secondo Del Gaudio, di un patto tra la Napoli bene e la Napoli dei vicoli.
Chiaro? Se subiscono furti è la prova evidente che la criminalità agisce sul Napoli.
Se non subiscono furti è la prova evidente che la criminalità agisce sul Napoli.

Alla società viene riconosciuto, quantomeno, un ruolo nel “blindare” i propri giocatori da contatti e frequentazioni ambigue, per “garantire a Sarri la vittoria”.

E siamo solo alla 13° giornata.
Affrettiamoci a perdere questo primato, altrimenti il prossimo servizio è pronto, e magari scopriremo che l’Isis è nato a Napoli.
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il video integrale
http://www.raisport.rai.it/…/Antidoping-ad10165a-42a3-412f-…

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