Mercato finito: ora godiamoci il Campionato!

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Sono sincero, non mi aspettavo niente di particolare da questo mercato del Napoli.
L’obiettivo mi sembrava chiaro: resistere alle offerte che arrivavano da lidi più solidi economicamente per trattenere tutti.
Ma proprio tutti.
Perché nel calcio c’è sempre una società con più soldi capace di prendersi un Neymar costi quel che costi senza neanche ascoltare la controparte.
Ci sono i Raiola che fanno il bello e il cattivo tempo, ci sono i talenti che per due spicci battono i piedi a terra e pretendono la cessione.
In questo calcio essere una società “forte”, in grado di far rispettare i contratti e di “resistere” alle tentazioni senza generare malumori nello staff, è impresa davvero ardua.

E considerando che noi non siamo una società tra le prime in Europa in termini di fatturato, e in Italia siamo solo quinti, l’impresa può definirsi titanica.

Ma nel mese di maggio era già tutto sereno: rinnovi e aumenti d’ingaggio ai Big (escluso Reina), rosa confermata.
Una rosa di valore che si è formata nel tempo.
Tutti i grandi interpreti di questo Napoli sono stati accolti, spesso, con un po’ di scetticismo.
Da Mertens a Koulibaly, da Ghoulam a Insigne. Ricordiamocelo.
E tutti moltiplicarono il loro valore di mercato in pochi mesi.
Nonostante questo sono tutti lì.
Il calore del pubblico, l’amore della piazza, giocano un ruolo importante, ma non decisivo.
Serve una società che sappia usare il bastone e la carota.
Una società che sappia pretendere il rispetto dei contratti, che faccia sentire tutti utili e nessuno indispensabile, ma che allo stesso tempo sappia valorizzare i giocatori gratificandoli anche economicamente.
E che resista alle offerte “monstre” che arrivano dal resto d’Europa.
E’ un mix di fattori che sono stati gestiti bene e ci hanno portati dove siamo.

Senza sceicchi o Emiri alle spalle ci tocca fare sempre i conti in tasca con molta attenzione, e se la Società avesse agito sull’onda emozionale del tifo negli anni passati badando meno ai conti, avremmo potuto pagare caro alcuni acquisti come Cigarini e Dzemaili a 10/12mln, i Vargas a 11 mlm, i Britos a 9, gli Inler a 20 o ingaggi pesanti come quelli di Zuniga, Dalla Bona, Fideleff e tanti altri finiti a pesare non poco sulle casse societarie.
Perché se sbagli un mercato non perdi solo i valori dei cartellini, ma hai anche i costi degli ingaggi che pesano, perché nessuno quando gioca male se lo riduce l’ingaggio, perdendo di conseguenza richieste di mercato proprio per i compensi e le società sono spesso strette in una morsa che le condizionerà negli anni a venire.

Ormai vale per tutti, perché non ci sono più né i Moratti né i Berlusconi a ricapitalizzare ogni anno e sembra nemmeno le regole per poterlo fare più. Vale ormai per tutti in Italia.

Accettiamolo e compiaciamoci.
I nostri acquisti sono lì.
Sarri, Hamsik, Mertens, Insigne, Ghoulam, Callejon, Diawara, Zieliński e via dicendo.
Si poteva fare di più? Si poteva fare meglio? Forse, o forse no.
Sarà il campo a decidere e fino ad ora non ci ha deluso.
Ora siamo noi che non dobbiamo deluderci.
Dobbiamo essere compatti come mai, ora più che mai.
Ci sarà il tempo per le polemiche, il tempo per le chiacchiere.
Ora è solo il tempo di tifare, con una sola voce, insieme, come nell’urlo “The Champions”.
E’ il tempo di incontrare un amico per strada salutandolo con un “Forza Napoli” e sentirsi rispondere “sempre”.
E’ il tempo di capire se, salendo ogni anno di gradino in gradino, siamo arrivati alla porta.
E se così fosse quella porta la dobbiamo sfondare, tutti insieme.
#iocicredo
Forza Napoli

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