La questione stadio San Paolo che vede al braccio di ferro Comune e Società sportiva è ormai degenerata. Per capirne di più ho provato a riavvolgere il nastro e ricordare i passaggi fondamentali che ci hanno portato a questo punto.
E il primo aspetto che emerge, comico, è che tutto quello che abbiamo visto è già successo; tra i 20 e i 40 anni fa. Parliamo del Napoli di Ferlaino.
Nel 1969 Ferlaino pretese una riduzione del canone dal Comune, vicenda finita all’arbitrato del prefetto che sancì nel 3% degli incassi la cifra dovuta.
Nel frattempo il Comune pretendeva un numero ingente di biglietti omaggio.
Il 18 dicembre 1970 Ferlaino disse: “Prima che arrivassi io il Napoli dava per ogni partita 5000 biglietti omaggio, io li ho ridotti a 1300, facendomi nemici dappertutto. Il Comune se ne prende 1000 e il solo Sindaco 600. Pretendono di entrare anche senza mostrare la tessera. E se cambia il sindaco 3 volte in un anno devo dare 1800 tessere perché i “decaduti” non la restituiscono.”
Nel frattempo l’indebitatissimo Comune si installa 8000 poltroncine di velluto, certo non in Curva.
Perché il “loro” stadio doveva essere un salotto
e chiede per se l’intera tribuna Autorità, “un’isola nello stadio tutta per loro”, come confermò l’allora Assessore allo Sport Bergamo il 21 settembre 1974: “L’abbiamo chiesta ma ci è negata, ma è un nostro diritto. Perché il Napoli non paga, ha concluso l’accordo del 3% ma poi non ha firmato (dove l’ho già sentita questa storia?). E non paga perché sostiene che rende un servizio alla città, crea un movimento turistico per cui non deve pagare…”
Ferlaino infatti più volte dichiarerà che secondo lui lo stadio gli sarebbe dovuto spettare gratis.
22 maggio 1985: Erano gli anni di Maradona, l’entusiasmo era alle stelle e la stampa annunciava l’accordo tra Ferlaino e l’allora sindaco di Napoli Carlo D’Amato per il nuovo stadio:
“IL NUOVO SAN PAOLO DARA’ 30 MILIARDI A STAGIONE – verrà abolita la pista d’atletica, 20.000 posti in più, primo stadio italiano per capienza e 5° al mondo”, con tanto di disegnino del vecchio e nuovo stadio.
Viene annunciata come conclusa la pratica del mutuo di 12 miliardi concessa dal Credito Sportivo del Coni (dove l’ho già sentita?).
I lavori sarebbero dovuti cominciare dopo pochi giorni; 3000 operai 24 ore su 24 e stadio nuovo in 4 mesi.
Ovviamente il nuovo stadio non è mai arrivato.
Ed anche i canoni di fitto spettanti al Comune.
Nel 1989 venne fuori che la Società Calcio Napoli non pagava l’affitto al Comune dal 1969.
Da 20 ANNI.
E nonostante nel 1977 avesse firmato un accordo per saldare con 30 milioni i 210 milioni fino ad allora dovuti. Nel 1979 fu avviata anche un’azione giudiziaria per il rispetto di quell’accordo; il perito nominato stimò in 2 miliardi e 202 milioni la cifra che Ferlaino avrebbe dovuto versare al Comune.








01 ottobre 2015.














Il problema che a Napoli si parla sempre ha vuoto .Lo stadio se non lo fa DELAURENTIIS non si farà mai troppa burocrazia troppi interessi politici ( Bagnoli insegna ).Per ristrutturare bene il San Paolo ci vogliono 100 milioni troppe cose da fare ,chi li spende ?? Il presidente ?? Non credo proprio .Allora come sempre in questa Città non si fa mai niente.