28° giornata: Inter -Napoli 0-0

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Evvai! Ce l’hanno fatta!
La Juventus batte l’Udinese 2-0 e, con il pareggio a reti inviolate degli azzurri a S.Siro, si piazza un punto sopra al Napoli e torna il sereno.
Per la precisione i punti sono 71, per gli amanti della cabala.
28 giornate ad attendere e finalmente gli animi si placano; poi c’è pure una partita da recuperare e il vantaggio virtuale è addirittura di +4.

Tuttosport titola “Sorpassone”, perché “sorpasso” lo aveva già scritto troppe volte e puntualmente doveva ritornare sui suoi passi.
http://www.giornalone.it/prima_pagina_tuttosport/

Ora è ufficiale. Un punto sopra e una partita in meno.
Che in un campionato normale non significa 4 punti in più.

Perché in un campionato normale una squadra a ridosso della zona Uefa, che ha eliminato il Napoli dalla coppa Italia, che ha ben figurato in Europa League anche con il Borussia Dortmund, non può essere considerata una squadretta incapace di giocarsela.

In un campionato normale un allenatore non si affretta a dichiarare “non spetta a noi salvare il campionato”
https://napolipiu.com/sentite-gasperini-il-napoli-vincere-torino-non-aspetti-atalanta/

In un campionato normale, ovvio.
Mancano 10 giornate, tra le quali lo scontro diretto, e 30 punti in palio.
Ma la stampa suona la resa partenopea.
A Radiouno il cronista commenta: “nelle parole di Sarri c’è la sensazione di una resa”.
Perché, visto che le parole hanno detto tutt’altro, ci affidiamo alle “sensazioni”.

O al Master in Linguaggio del corpo e microespressioni facciali fatto da Bergomi, che a Sky dichiara: “Non ho visto cattiveria nei loro occhi, forse non ci credono più”.
E Vialli addolorato: “davvero? Dici che non ci credono più?”
https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2018/03/12/napoli-juventus-corsa-scudetto-sky-calcio-club.html

E adesso che vedono il nemico in difficoltà tutti pronti a sparare a zero;

l’infelice battuta di Sarri alla giornalista napoletana diventa materia per la Corte europea dei diritti dell’uomo, nonostante le pronte scuse dell’allenatore e della società.

Ma è piatto troppo goloso per non avvinghiarcisi sopra, da Bargiggia che si domanda: “Questo (sarebbe) il top manager esaltato da certi giornalisti? 😂😂😂https://twitter.com/Paolo_Bargiggia/status/973140457298546688

Mentre noi ci domandiamo: “E tu sei un giornalista?”

Fino all’amatissimo Peppe Iannicelli che pretende scuse pubbliche con capo cosparso di cenere. E poi, udite udite, chiede conto.
http://www.areanapoli.it/interviste/iannicelli-attacca-sarri-a-fine-gara-durissimo-messaggio-su-facebook-chiedo-conto_268477.html

Chiede conto di un punto in 2 partite, chiede conto del mancato mercato di gennaio, chiede conto ai tifosi che si accontentano del secondo posto.

In genere, quando si chiede il conto (al ristorante), è perché poi si va via.
Speriamo nello stesso finale.

La verità è che ci hanno esaltati quando erano costretti, ma al primo segnale di cedimento, al primo scricchiolio, tutti pronti a passare dalla parte dei vincenti, quella rassicurante.

Tanti di noi sono delusi, amareggiati, disincantati.
Ma chi si arrende fa il loro gioco.
E’ quello che vogliono tutti.
La verità è che nessuno ha smesso di credere in nulla.
Una sconfitta ed un pareggio in 2 partite, è vero.
Ma il campionato non è cominciato domenica scorsa.
Sono 22 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Questa è la visione d’insieme.
La vetta dista un punto, forse 4. C’è lo scontro diretto.
La Juve le vincerà tutte fino allo scontro diretto?
Allora prepariamoci a farle i complimenti, perché eguaglierà il record delle vittorie consecutive nella storia del calcio italiano, quello stabilito da Mancini con l’Inter nel 2006/07. E battendo noi lo supererà.

Ma deve prima accadere.
E, fino ad allora, non si molla di un passo.

#vietatoarrendersi
#iocicredo

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Maurizio Zaccone
Sono nato a Napoli nel 1974. All'attività di grafico pubblicitario, ho sempre affiancato la mia passione per la scrittura. Giornalista e Blogger. Scrivo per Quotidiano Napoli (free press partenopeo) e Identità Insorgenti (testata on line). Ma, soprattutto, scrivo per la mia città.

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